Drone! Di nuovo!
Una mia canzoncina, allegra e spensierata
Can you tell me where's my country lies? Cried the Unifaun with its true love eyes…
Oilà! Salve a tutti! (a nessuno)
Dunque, ora vi starete chiedendo: “Cosa diavolo è ‘sta cosa?”
Devo ammetterlo, anche io, all’inizio, mi sono fatto questa domanda e così ho formulato varie ipotesi (in ordine di importanza!):
Sono rimasto molto affascinato dall’ultima ipotesi… Molto profonda e spirituale come definizione…
Ritornando a noi: questo brano è stato creato con dei droni successivamente integrati in Cubase (Cygnus Espace e Karnage, il nome dei VST). A creare questo brano ho impegato circa 4 minuti, il che fa pensare che esso sia una cosa che tutti riescono a fare, mentre invece… Si, è cosi. Ho semplicemente schiacciato dei tasti e poi faceva tutto da solo!!!
Questa è la dimostrazione che tutti, di questi tempi, possono fare musica. Questo fa riflettere…
Titolo emblematico, vero? Effettivamente, avrei potuto aggiungerci anche qualche altro bizzarro aggettivo, ma direi che questi bastano ed avanzano.
I Sesselberg sono uno dei tanti gruppi progressivi dei primi anni ’70. Erano tedeschi ed amavano la musica sperimentale dell’omonimo paese. A dir la verità, questo gruppo non lo conosce quasi nessuno e i pochissimi dischi stampati ora possono costare anche 100€! Parliamo ora dei loro componenti; essi erano due fratelli (di cui non sapp:iamo il nome) provenienti da Dusseldorf.
Questo album, intitolato “Synthethik 1″, è rarissimo : ne sono state stampate solo 600 copie, distribuite solo in Germania. Ma, dato che oggi mi sento buono e benevolo, vi concedo il link da cui scaricare il suddetto file (non chiedetemi come l’ho trovato perchè non saprei rispondervi
):
http://www.sendspace.com/file/hgmeot

Synthetik 1
VCS 3
Il VCS3, anche chiamato Putney, è un sintetizzatore monofonico dei primissimi anni ’70. Venne inizialmente prodotto dalla EMS (Electronic Music Studios), più precisamente da David Cokerrel e da Tristram Cary; fu, per il tempo, l’unico synth portatile e che non aveva bisogno di cavi, a differenza del Moog Modulare o dell’Arp, in cui si spendeva quasi più in cavi che nell’acquisto dello strumento!
Uno dei difetti principali del VCS consiste nella poca precisione della frequenza dell’oscillatore.
Mi spiego meglio.
Il Putney inizialmente non comprendeva una tastiera su cui suonare la linea melodica, e quindi tutta la melodia doveva essere suonata girando le “manopole” dell’intonazione dell’oscillatore. Come potrete pensare, era un bel casino. Addirittura, Peter Zinovieff, il produttore dello strumento, non consigliava ai suoi acquirenti di acquistarlo per suonare la melodia, ma per generare effetti sonori. Era questa, infatti, la potenzialità dello strumento. Tre oscillatori sfasabili come meglio si credeva e due generatori di rumori bianchi e rosa (e anche altro) inducevano l’acquirente ad acquistare questo meraviglioso synth.
Ci furono alcuni modelli della EMS, sempre denominati con la sigla VCS, molto più rari da trovare sul mercato e con vari “optional”; Tra questi, annoveriamo:
Questo fu uno strumento usato da molti gruppi, in primis Pink Floyd e Yes, ma anche da Brian Eno, Depeche Mode, Tangerine Dream, Who e molti altri.