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Can you tell me where's my country lies? Cried the Unifaun with its true love eyes…

On air: Mattyonweb’s Radio!

Filed under: Amici,Curiosità — mattyonweb @ 10:18 PM 11 agosto 2011

Matt’s su Spreaker

Il nostro programma radio, condotto da Pietro Barcella e Matteo Cavada!

Progressive! Storia, p.1

Filed under: Avvenimenti,Curiosità,Musica,Recensioni — mattyonweb @ 10:32 PM 2 febbraio 2011

Il Prog nasce… Già, quando nasce? Questa si è una bella domanda!

Alcuni dicono che il Progressive sia nato con Sgt. Pepper dei Beatles (1967), altri con Safe as Milk di Captain Beefheart (1967), altri con In the Court of the Crimson King dei King Crimson (1969); quest’ultima viene solitamente considerata come “prima pietra” dello genere suddetto. Ma, per fare il futuro, bisogna conoscere il passato. Quindi, andiamo a ritroso nel tempo: un tempo fu la psichedelia…

Origine dell’origine: la pseudo-psichedelia

Prima ancora della psichedelia, parliamo della prima metà degli anni ’60 circa, si iniziavano ad intravedere degli spiragli molto piccoli di essa.  Beatles in primis, con Revolver del 1966, che producono il preludio di quella che sarà la loro opera omnia, il capostipite della Psych: Sgt. Pepper.

Sgt. Pepper, Pink Floyd & Co.

Il 1967 è un anno importante per la musica moderna. In questo momento i Beatles pubblicano Sgt. Pepper, si permettono di girare come un guanto la musica contemporanea: il pop, da quel momento, non sarà più lo stesso.

Limitarsi solo a questo per l’album più importante di tutti tempi è chiaramente riduttivo, però la cosa verrà, magari, approfondita in seguito.

Tornando al discorso, il 1967 è l’anno in cui vengono alla ribalta gruppi come Pink Floyd, Grateful Dead, Jimi Hendrix, i Doors e altri, tutti con un obbiettivo comune: espandere gli orizzonti della musica rock.  I Doors di Morrison sono chiaramente ispirati ai viaggi dell’acido compiuti dal loro leader; i Pink Floyd tentano prima di unire, invano, pop e psichedelia, poi essa si fa strada fino a raggiungere un livello abbastanza folle in Atom Heart Mother; la Hendrix Experience cerca di suonare i “rumori del cielo” che il chitarrista voleva imitare, essendosi ispirato a loro per l’apprendimento del suo strumento.

Atom Heart Mother

Nel 1968, la radicale protesta studentesca influenzava in modo radicale anche la musica rock, che ormai era diventata un misto tra avanguardia e, per l’appunto, rock. I Pink Floyd pubblicano il massimo lavoro Psych, il già citato Atom Heart Mother, contenente una suite di 24 minuti in cui il gruppo suona accompagnato da un’intera orchestra.

Nel 1969, invece, un filone di questa musica “nuova” emerge: le canzone sono leggermente meno sperimentali e le atmosfere sono allo stesso modo più dolci e comprensibili rispetto  al “vecchio” filone. Gruppi come King Crimson, Nice, Procol Harum, Moody Blues e Jethro Tull iniziano ad evadere dall’etichetta “Underground”, avanzando lentamente, ma inesorabilmente. Il Prog sta per nascere: i King Crimson si sono fatti una pubblicità pazzesca suonando all’ Hyde Park in apertura al concerto dei Rolling Stones, davanti ad un pubblico di 300.000 persone circa. Due mesi dopo, il 10 ottobre 1969, esce il  disco che cambierà la storia degli anni ’70: In the Court of the Crimson King.

Risorse presenti sul Blog:

http://mattyonweb.altervista.org/2010/09/05/21-century-schizoid-man/ 21st Century Schizoid Man

Progressive!

Filed under: Avvenimenti,Curiosità,Musica,Scrittura — Tag:, — mattyonweb @ 11:29 PM 1 febbraio 2011

Su questo argomento si potrebbe scrivere per 10 libri, spero di arrivare almeno a metà del primo!

Progressive


Il prog è un genere rock tipicamente dei primi anni settanta; esso si propone di unire la musica classica, il jazz,  la musica sperimentale e quella orientale in un unico genere. Il prodotto finale, quindi, non sarà una semplice canzone, bensì un’opera d’arte con una propria e personale finalità estetica.

Non è facile tracciare i confini di uno stile così vasto e infatti molte volte le catalogazioni si infrangono miseramente nel luogo in cui si sono formate. Ciò perchè praticamente tutti i gruppi dal 1969 al 1975 hanno caratteristiche (anche lontane) in comune col Prog; un chiaro esempio sono i Deep Purple: è vero, hanno fatto canzoni di 12 minuti, hanno un tastierista fisso, sono dotati di una grande abilità strumentale; tuttavia è difficile dire se sono catalogabili in questo genere o meno.

Dicevamo, dunque, delle caratteristiche di questo strano tipo di musica.  Eccole, in ordine puramente casuale:

  • Inserimento di elementi musicali estranei alla scena occidentale moderna

Ovvero, l’uso di strumenti, sonorità, grafiche e quant’altro derivanti da altre culture o insolite nel panorama rock. Nel primo caso basti ricordare il Sitar che George Harrison usava quando era nei Beatles, la muraglia di tastiere di Keith Emerson con gli ELP o anche il flauto traverso di Ian Anderson e altri. Tra i secondi, annoveriamo le “intrusioni” Jazzistiche, di Fripp & Co. (King Crimson) e dei Soft Machine, Folkloristiche dei Jethro Tull e, chiaramente, Classiche dei già citati ELP, degli Yes, dei Genesis ed altri. E’ sicuramente la caratteristica più importante, questa, che spiega come rock e altri generi si fondano “senza farsi male”.

  • Tempi irregolari

Importantissima sezione del prog.

Detto in maniera ufficiale, i suddetti tempi differiscono da quelli di una normale canzone per la loro irregolarità: al posto di un 4/4, si possono avere 9/8, 5/4 ed altri. Detto più semplicemente, una canzone potrebbe avere un tempo strano, che non sembra seguire alcuna regola, e con accenti posti sulle note più disparate. Esempio classico è la parte iniziale di Tarkus degli ELP, un 5/4 scandito in modo irregolare. Altre canzoni con questi ritmi aconsueti sono l’introduzione pianistica di Firth of Fifth (che viaggia sui 13/16) dei Genesis, Money (7/4) dei Pink Floyd e Starless (15/8) dei King Crimson.

  • Durata dei brani

Nel Prog la durata di una canzone varia dai 48 secondi degli Yes ai 50 minuti dei Jethro Tull.  C’è quindi una predilizione per i brani lunghi (suites) che, talvolta, vengono divisi in vari movimenti per facilitarne l’ascolto (?). Tra queste annoveriamo Karn Evil 9 e Tarkus degli ELP, Close to the Edge degli Yes, Supper’s ready dei Genesis, Atom Heart Mother dei Pink Floyd e Thick as a Brick dei Jethro Tull. La durata media di queste suites era circa di 21 minuti, ovvero il tempo registrabile su un lato del disco in vinile.

  • Sintetizzatori e tastiere

Anche qui, ci si potrebbe dilungare a lungo su questo argomento. Molti gruppi infatti avevano un tastierista fisso, che suonava da 1 tastiera fino a 10 tastiere in un concerto! Da qui, il detto “Suonare come negli anni ’70, con un suono per tastiera;  suonare con 70 tastiere, come negli anni ’70.” (Citazione necessaria)(No, andate su Supportimusicali.it e troverete la risposta XD)

I sinth più utilizzati erano il Minimoog, il Moog Modulare, il VCS 3. Altri strumenti dotati di tasti bianchi e neri furono il Mellotron, ovvero un riproduttore di suoni reali, e il pianoforte, non credo serva una descrizione. Tra i maggiori virtuosi di questo strumento il maiabbastanzacontemplato Keith Emerson degli ELP e l’altrettanto Rick Wakeman degli Yes, insieme ad Peter Banks dei Genesis e Premoli della PFM. Rispettivamente, si possono ascoltare Karn Evil 9 3rd impression, Starship Trooper, Dancing with the Moonlit Knight e Impressioni di settembre.

Infine, ultimo ma non ultimo…

  • Grafica

Anche l’occhio vuole la sua parte e il Prog esalta anche questo organo sensoriale (che, se state leggendo queste parole, dovreste avere). Parlando di concerti, i maggiori sono i Pink Floyd, rimasti celebri per i loro Light Show e per gli effetti scenici degli ELP (in particolare quando Emerson inizia a volare col suo pianoforte a coda). Se parliamo invece di copertine, sempre riferendoci agli ELP, le illustrazioni di Brain Salad Surgery disegnate da Giger (che disegnerà anche i mostri di Alien!), le immagini psichedeliche della HIPGNOSIS, gruppo grafico con il compito di curare gli album Floydiani e infine le copertine degli Yes fatte da Roger Dean.

Bene, per oggi tutto è concluso! Alla prossima! (spero.)

E quando si arrabbia Blackmore…

Filed under: Curiosità,Musica — Tag:, , — mattyonweb @ 11:29 AM 16 giugno 2010

California’s Jam 1974

Il California Jam, organizzato dalla ABC, è stato un grande concerto in cui Black Sabbath,Deep Purple e ELP hanno suonato alcune delle loro canzoni davanti ad un pubblico di 300.000 persone.

Ritchie Blackmore, il chitarrista dei Deep Purple, ebbe un attacco di rabbia dietro le quinte; lui, infatti, non voleva suonare troppo presto per non lasciare agli Emerson, Lake & Palmer il ruolo di headliner. Ciò lo ha portato a distruggere due chitarre e a far prendere fuoco 3 amplificatori durante la canzone Space Truckin’.

Godetevi il video a partire dal quinto minuto! :-)

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